LE PAROLE, IL MONDO

LE PAROLE, IL MONDO,
iscrizioni fino al 17 settembre.

Riprendono i laboratori di scrittura della nostra editrice,
tenuti da Simona Cleopazzo ed Elisabetta Liguori.
Esploreremo nuove tecniche di scrittura, sperimenteremo
la scrittura esistenzialistica dal sé, scopriremo assieme cosa è una buona storia.
I laboratori sono a numero chiuso on line su Google meet o in presenza:
un incontro settimanale di tre ore la domenica o il mercoledì
(oppure puoi chiedere un percorso personalizzato).
Tutte le info scrivendo a associazionecollettiva@gmail.com.

“IL POSTO DI DIO” / IL NUOVO LIBRO DI LOREDANA DE VITIS

“IL POSTO DI DIO” DI LOREDANA DE VITIS

DAL 25 APRILE NELLE LIBRERIE INDIPENDENTI

Loredana De Vitis torna in libreria con una collana tutta per sé, “Orlando”, ideata e curata in collaborazione con Collettiva edizioni indipendenti, e un nuovo romanzo: “il posto di dio”. Copertina e illustrazioni interne di Fabiola Berton.

Lecce, fine anni Ottanta. Per Marta è tempo di cresima e di dubbi esistenziali. Mentre ne parla con la sua amica Lucia durante le prove del coro nella parrocchia di San Paolo, una vecchia statua di Gesù crocifisso perde un piede. È un segno? Marta se lo chiede osservando la giostra di eventi che, da quel momento, comincia il suo giro. Ci salgono le persone che le sono più vicine: la zia Roberta, con cui è cresciuta fin da piccolissima, orfana dei suoi; la vicina di casa Olga, che vorrebbe come madrina, e il marito Giuseppe; il suo ragazzo Riccardo, principale causa di quei dubbi; assieme a una piccola folla di altri personaggi che s’affacciano man mano nella storia. Tra bugie, sotterfugi, confessioni ed epifanie, Marta troverà la strada prima di tutto per non tradire se stessa. La storia narrata ne “il posto di dio” è ambientata in una città ispirata a un sud e a una Lecce insoliti, fuori da ogni stereotipo, né turistici né noir, ma popolati da persone normali. Ci vuole un gran coraggio per descrivere la normalità, e l’autrice lo fa con la sua penna pungente e ironica e con la sua voce sempre riconoscibile. “Il posto di dio” coincide con il viaggio esistenziale di Marta, la protagonista, una giovane donna e un avamposto per scoprire con occhi nuovi ambientazioni, dettagli, dinamiche sociali. Attraverso Marta, l’autrice racconta donne che parlano il linguaggio diretto della normalità, nominandola senza finzione: pene, verginità, aborto. E uomini alle prese con le proprie debolezze e pulsioni, nominate senza vergogna: l’inutilità del celibato sacerdotale, il sapore del sesso di una donna. Su tutto e tutti vibra luminosa l’autentica registrazione di ciò che accade ogni giorno sotto i nostri occhi.

Con “il posto di dio” Collettiva inaugura la collana “Orlando” che, tributo a Virginia Woolf, si propone di pubblicare libri che hanno la libertà come presupposto, l’ironia come metodo, la leggerezza come bandiera. 

Loredana De Vitis è nata a Lecce, dove vive tutt’ora, nel 1978. Laureata in Filosofia, giornalista, lavora all’Università del Salento. Ha vinto nel 2011 Subway Letteratura con il racconto “rossella e andrea. e Rossella e Andrea”, confluito nella raccolta “Storie d’amore inventato” (20090 editore); nel 2012 e nel 2015 ha vinto il premio letterario “Il mio esordio”, rispettivamente con il romanzo “Tanto già lo sapevo” (premio attribuito dalla Scuola Holden) e la raccolta di racconti “Amori in cottura. 15 ricette per quello che dura” (miglior libro di racconti). Femminista e ambientalista, amante del cibo buono e “giusto”, ha ideato “io sono bellissima”, un progetto che propone un percorso di discussione degli stereotipi della bellezza femminile, a partire da sé. Condivide felicemente casa e sogni con la sua famiglia umano-felina. Blog personale: www.loredanadevitis.it

per prenotarlo scrivi una mail a: associazionecollettiva@gmail.com

Libreria

Le conversazioni femministe / Simona Cleopazzo

"Mai come in questo momento il femminismo è necessario". Ma cosa significa essere femministe oggi? La mia idea di femminismo è questa: innanzitutto è necessario essere più radicate non solo radicali,  dobbiamo trovare il modo per incidere nella vita concreta delle donne, agendo nel nostro contesto geografico. (Noi, di Collettiva, ad esempio abbiamo scelto di pubblicare libri necessari di donne e persone femministe). Ripartire dal contesto in piccoli gruppi di cambiamento sociale, ognuno nel proprio ambito con un piccolo cambiamento. Ho sempre considerato rivoluzionarie le donne africane, che vanno in giro, di villaggio in villaggio, a parlare di educazione sessuale, a distribuire preservativi, a bloccare le mutilazioni genitali femminili. Prendiamo spunto da loro. In secondo luogo è necessario essere inclusive, non più separatiste, il femminismo oggi è un'opportunità di crescita per tutte e tutti. Inoltre il femminismo che mi piace è quello trasversale, senza distinzione di sesso, di classe sociale, di razza, di cultura e di età. Poi vorrei essere una femminista ecologica cioè vorrei abbracciare la lotta ecologista e animalista (cerco di fare piccole azioni ogni giorno, ma questo non basta).  Molte amiche mi hanno chiesto: sì, okay, ma come si fa? Sollecitata da questa domanda, ho immaginato e poi proposto nelle case di amiche e conoscenti questo percorso di conversazione (al posto delle dimostrazioni di oggetti commerciali, dal robot da cucina ai cosmetici). Ho dato un titolo: "Dalla stanza tutta per sé al mondo, 10 passi per il cambiamento grazie alla lettura, alla scrittura e alle pratiche condivise".
Primo passo: crearsi una stanza tutta per sé, perché nella stanza che si crea il pensiero. Come ci dice Virginia Woolf (1000 penne ci aspettano se avremo il coraggio di distruggere le tremende ali). Secondo passo: essere nel mondo, comprendere il mondo per cambiarlo. Come ci dice Simone De Beauvoir: dobbiamo imparare a conoscere il nostro tempo a criticarlo e a spezzare le catene .Terzo passo: scegliere le parole giuste per dire ciò che dobbiamo dire, ce lo dice ce lo insegna Luce Irigaray (le parole che abbiamo detto scritto sinora sono le parole degli uomini). Quarto passo: scrivere il nostro manifesto, le idee devono essere scritte e soprattutto condivise (ciò che viene scritto è più importante di ciò che viene detto,  Doris Lessing ce lo insegna). Quinto passo: farci estranee alla politica degli uomini e di nuovo rileggere "Le tre ghinee" di Virginia Woolf. Sesto passo: creare la nuova consapevolezza, rileggiamo "Sputiamo su Hegel" di Carla Lonzi, la consapevolezza è indipendenza. Settimo passo: abbandonare la casa, il luogo dell' assoggettamento. La casalinga felice non esiste, dice Betty Friedan ne "La mistica della femminilità"" e ancora Angela Davis ci dice la casa è la mia gabbia". Ottavo passo: abbracciare un tema e agire! Diventare attiviste. Nono passo: desiderare la felicità per per tutte e tutti. Per esempio alzare la voce per dare voce a chi non ce l'ha, questo ce lo ha dimostrato Malala. Decimo passo: tessere la tela della sorellanza, il patto sociale. Kate Millet ha parlato di sisterhood, proprio così, l'unione tra donne al di là di qualsiasi differenza.


STEFANIA RUGGIERI / OGNI POSSIBILE PREGHIERA

Stefania Ruggieri
Ogni possibile preghiera
collana prose minime | 4
con una nota di Paola Leone

La poesia di Stefania è scrittura inebriante,
coinvolgente, apparentemente spezzata, sebbene
sia priva di simboli di punteggiatura. Abbandona
momentaneamente il mutismo per scendere in
campo con parole ribelli, refrattarie all’obbedienza,
poi si ritrae nuovamente e la penna si piega al
mondo, ne descrive le contraddizioni, l’impotenza
umana e lo scetticismo. (nel labirinto di ogni vivere
ci tiriamo appresso una giacchetta in sincrono una
di quelle che non sbatte l’incarnato spento di tutti i
nostri errori).

Stefania Ruggieri (1963), meridionale di Puglia. Una laurea in Economia
con esperienza lavorativa nei settori acciaio e moda. Insegnante. Ha
pubblicato i libri di poesia Rosso di fragola (Congedo, 1994), Sotto un
sole che mai muore (MilellaSpaziovivo, 2013), L’anima (pulcinoelefante,
2017), La luce non è spenta il varco non è attivo (Lietocolle, 2019). Alcune
poesie sono apparse su Nuovi argomenti


FRANCESCA LA PERUTA / LIBRO DI POESIA

ANTEPRIMA
A chi nella poesia fiorisce primavera
"Passi svelti
Sguardi
In questi attimi
Siamo ammassi
Di vergogna
Di prigionia
Di ricordi
Questo mondo
Anteprima di Emozioni e altri difetti"
Francesca La Peruta
per la collana Prose Minime 5
(con una nota della scrittrice Delia Marzo).
Festeggiamo la Giornata Internazionale della poesia e la primavera con Francesca La Peruta,
giovanissima autrice partenopea con la passione per il Karate, gli anime e la scrittura.
Attualmente frequenta il secondo anno di liceo classico e partecipa a un corso di grafica e giornalismo.
“Emozioni e altri difetti” è la sua prima raccolta di poesie, scritte in italiano e in inglese,
che tratta di esperienze ed emozioni, amore, ansia, desiderio e crudeltà, lette attraverso
la sensibilità e la determinazione di un’adolescente.
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7 marzo ore 19,30 / diretta facebook con Loredana Lipperini

“LA NOTTE SI AVVICINA”
EDIZIONI BOMPIANI
DI LOREDANA LIPPERINI
CON SIMONA CLEOPAZZO, TERESA MUSCA

Uno degli appuntamenti più attesi degli “extra” del laboratorio di scrittura “Le parole, il mondo” a
cura di Collettiva edizioni indipendenti si terrà domani alle 19:30 in diretta dal profilo Facebook di
Collettiva casa editrice indipendente diretta e curata da donne.
È con grande gioia che dialogheremo con Loredana Lipperini giornalista scrittrice voce di
Fahrenheit Radio 3 e blogger con La Lipperatura.
La Notte si avvicina (candidato al Premio Strega 21 da Romana Petri) racconta una grande
metafora, quella della peste. I grandi eventi storici che sconvolgono la vita di tutti, all’improvviso.
Come ne “La Peste” di Albert Camus, Lipperini racconta la grande paura e il desiderio di trovare un
colpevole (perché cambia il mondo ma i sentimenti delle persone e i modi di reagire restano sempre
uguali e si ripetono). “Colpevole è una parola che ci tiene ancorati alla realtà” scrive “realtà che va
in frantumi quando arriva la peste”.
Il racconto si svolge nel 2008 anno della grande crisi finanziaria, dopo il crollo di Lehamn Brothers
arrivarono i licenziamenti, gli sfratti, i fallimenti, la paralisi dell'economia, la fine della speranza
della bella politica. Il luogo dove si svolge la vicenda è Vallescura (un paese che non esiste, un
paese marcio che somiglia tanto al Paese, dove anche il lessico si è scarnificato”.
Ci sono tre donne che si muovono all'interno di questo paese: Maria che è un inciampo del destino,
donna buona arrivata da Roma, è la straniera che porta il caos, diventa la persona da attaccare da
parte di Saretta (che invece la grande e feroce madre di questo paese: “Qui siamo tutti uniti dice
Saretta con ferocia lo siamo perché nessuno viene a mettere in discussione il nostro mondo”.
E poi c’è anche Chiara che sogna sempre e sogna anche l'arrivo della peste.
In questo libro c’è un grande desiderio, quello di guardare il male per cercare di capirlo, perchè
testimoniare non basta più. Anzi Loredana vuole esplorare anche l'insensatezza del male.
Collettiva è una piccola casa editrice che pubblica donne o persone femministe. Donne che scrivono
e fanno della scrittura un impegno quotidiano. Donne che con la scrittura creano il loro
apprendistato intellettuale.
Siamo in via Giusti 24 a Lecce.


Scrivere di me e di tutte le donne del mondo /// Carla Maria Graduata

Primo passo: la stanza

Prima stanza a destra: l’albeggiare della mia indipendenza.

Per occhi distratti: una macchina da cucire Singer diventata scrivania, una penna Aurora Rossa, quattro quaderni Fabriano, quindici pennarelli colorati, una matita Blu.

Per gli occhi del cuore: mia nonna, le zie, la mamma, le loro voci di racconti infiniti.

Oggi, seduta a scrivere di me e di tutte le Donne del mondo, io, rinata mille volte.

La scrittura, il mio salvagente.


Abbecedario del sogno dopo

Per sfogliare l'Abbecedario del Sogno Dopo bisogna cominciare con tre movimenti: chiudere gli occhi, fare un grosso respiro e saltare nel vuoto, in un vuoto sognato in cui tutto è possibile. Dentro questo piccolo vocabolario collettivo non troverete definizioni oggettive e precise, ma interpretazioni personali del mondo che ogni autrice e autore ha immaginato per sé e per tutti.
Nel sogno è possibile qualunque cosa, perché è un tempo a parte dal reale. E nell'Abbecedario ogni sogno ha un suo ritmo: un valzer romantico, un merengue sfacciato, un tango struggente. Sono i personalissimi balli di chi ha voluto condividere i suoi sogni con noi di Collettiva.

Perché il futuro è un posto grande, talmente grande che ci staremo proprio tutti.

Con Maria Neve Arcuti, Stefania Zecca, Rita Augenti, Emanuele Zecca, Loredana Bio, Daniela Vetrano, Silvia Baglivo e Stefania Stamerra.
Conducono Angela Elia e Cristina Carlà.

 

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la stanza della scrittura / laboratorio permanente 2021

LE PAROLE, IL MONDO
la stanza della scrittura {permanente}
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Simona Cleopazzo
Il taccuino degli appunti e degli spunti.
Il laboratorio diventa sperimentazione.
"Affiniamo la nostra voce grazie
agli spunti di scrittrici e scrittori
che ci raccontano la realtà.
Un allenamento di scrittura da sé
(esistenzialistica) d'incontro con l'altro (scrittura di relazione).
Elisabetta Liguori
Scopriamo assieme cosa
è una buona storia:
dalla realtà alla narrazione,
dall'esperienza alla finzione letteraria.
1. Troviamo il tema,
troviamo il punto di vista.
2. Strutture e modelli,
organizziamo il nostro lavoro.
3. Leggere e rileggere.
Start 24 gennaio 2021
numero chiuso
on line o in presenza
1 incontro settimanale
ogni domenica pomeriggio
dalle 17,00 alle 20,00
oppure ogni sabato mattina
dalle 10,00 alle 13,00
ogni mese ci sarà un incontro extra
con scrittori e scrittrici
per informazioni, iscrizioni
cell. 392.1995882 / 328 165 8909
associazionecollettiva@gmail.com

la mia stanza / Giulia Falzea

Sono fatta degli oggetti nella stanza.
Sono fatta della mia stanza costruita intorno alla testa:
mi appartengono i pensieri e mi appartengono gli oggetti.
Gli oggetti nella stanza dicono tutto di quello che sono e
mi raccontano chi vorrei essere. Ho quattro piccole agende:
una la uso solo per i post-it colorati, l’altra è di dieci anni fa,
conserva dentro le parole di chi ero e i biglietti dei concerti
a cui sono andata. La seconda raccoglie parole disarticolate
da ridire a qualcuno una volta a settimana, l’ultima, infine,
è fatta di giorni e impegni. Ho posizionato davanti ai miei occhi,
poggiato sulla piccola cucina a induzione, un quadro che ho fatto per sbaglio,
poco prima di uscire dal mondo. Su uno scarto quadrato di compensato
ho dipinto spirali e spirali, di molti colori che si sovrappongono, l’ho fatto
senza un piano preciso, senza dargli per forza un valore e poi l’ho chiamato:
“Istruzioni d’uso per tagliare un cordone ombelicale”. Chiamare gli oggetti per nome,
accordare loro un battesimo laico e privato. Ho l’Inferno di Dante sul tavolo,
sta lì per reggere il dorso di un altro grosso libro che leggo a piccoli sorsi.
Ho sei libri illustrati per bambini, dicono. Una bottiglia dell’acqua.
L’acqua del rubinettino che ho fatto installare appena in tempo,
che bando alla plastica. Ho una gomma nera, una matita a scatto,
una penna bic. Un mazzo di chiavi con il token, un mondo a parte.
Una confezione smezzata di nocciole della Lidl, salva fame e ansia.
Un vocabolario Zachinelli, il catalogo di una mostra vista a Venezia,
la Joie de vivre di Pablo Picasso. Scrivo con le gambe incrociate sul letto,
non perché non abbia una scrivania affollata di cose ma perché mi piace così.
Ogni tanto ho due gatti addosso, per lo più dormono, a volte mi raccontano
i loro stupori e le loro conquiste quotidiane. Gli oggetti nella stanza sanno
fare l’amore tra loro. Mi pare di averli lasciati in un modo la sera prima
e poi li ritrovo in altre posizioni, tutte sbagliate, tutte inventate.
Li lascio fare, sono fatta di cose che fanno l’amore.