Abbecedario del mondo dopo /// il nuovo libro di Collettiva

Quali sono le parole che ti fanno compagnia in questi giorni? E se ti dico “mancanza”, tu a cosa pensi? Noi di Collettiva abbiamo voluto provare a scrivere insieme un piccolo vocabolario che parte dalle nostre esperienze, da quello che sentiamo e da chi siamo veramente. Un vocabolario collettivo, libero dalle definizioni prestabilite e tutto al femminile.
Molte delle parole che usiamo quotidianamente e anche alcune di quelle che prima della pandemia usavamo di rado, stanno subendo in questi giorni un profondo mutamento, un cambiamento che ha a che fare con la percezione e l’immaginario che si crea nella mente delle persone; pensiamo per esempio alle parole “contatto”, “abbraccio”, “eroe”, “contagio”, alle immagini che immediatamente ci rimandano come se fossero specchi che riflettono una verità che viene da fuori. Questo vogliamo
evitare: accettare passivamente il fluido della notizia, il gelo dei numeri declamati alle sei del pomeriggio e l’anestesia di schermi sempre più affollati.
Nonostante le distanze imposte, o forse proprio per questo, abbiamo sentito la necessità, il desiderio forte di continuare a stare insieme e creare questo piccolo mondo collettivo partendo dalle parole. Un mondo amico, familiare e che in qualche modo segna una mappa fatta di sentimenti e persone reali che si sentono sole, mangiano, cantano, piangono, ridono, sperano, pensano, si arrabbiano. Esattamente come te. Con la libertà che caratterizza da sempre il nostro modo di essere e di scrivere, ogni autrice ha interpretato le lettere secondo il proprio sentire: con vere e proprie definizioni personali di un vocabolario “sui generis” oppure con racconti ispirati alle nuove e infinite sfaccettature della realtà che stiamo vivendo.

Perché un abbecedario collettivo?
Cercare di dare un proprio senso alle parole vuol dire reagire in maniera creativa di fronte all’avanzare minaccioso della paura e della confusione, è un modo di stare dentro l’essenza delle cose senza subirle. Per questo abbiamo scelto di tornare all’abc: perché la parola è un bene comune e crea rapporti, scambi inevitabili tra chi dice e chi ascolta, tra chi scrive e chi legge. È un modo buono per evitare la solitudine, quella brutta, quella che oggi si chiama “isolamento”.
Non sappiamo se questa pandemia si guadagnerà un posto nella categoria degli eventi cruciali per l’umanità, ma sicuramente ha già provocato evidenti modifiche semantiche; prendiamo per esempio la parola “positivo”: ecco, se ieri pensare positivo era una cosa buona e auspicabile, oggi invece tutto vorremmo tranne che risultare positivi. Le parole accompagnano la nostra vita, feriscono e leniscono, per questo bisogna saperle usare con misura ed evitare soprattutto di abusarne.
Inflazionarle, sporcarle e utilizzarle per creare slogan, hashtag e motti, certo non concorre a quel processo di cura e protezione del linguaggio a cui invece ci sentiamo chiamate. Abbiamo perciò voluto prendere le distanze (le distanze!) dalla mera definizione di ciò che pronunciamo meccanicamente, cercando di dare voce alle nostre idee e al nostro sentire, in maniera Collettiva come piace a noi. Questo abbecedario è il nostro modo di resistere con ottimismo agli eventi.
Dentro non ci troverete definizioni oggettive e standardizzate, ma interpretazioni personali legate all’esperienza, mondi che ci auguriamo possano essere condivisi e utilizzati da chiunque voglia trovarsi pronto quando verrà domani. Perché domani verrà, eccome se verrà.
La parola non conosce un modo imperativo, piuttosto incoraggia.
Parola di Collettiva!

Cristina Carlà

 

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Le nostre parole diventeranno nuovi abbracci.

Eccoci.
Abbiamo passato gli ultimi 15 giorni a capire cosa stesse succedendo,
poi chi a preparare lezioni on line, chi a recuperare i compiti delle bimbe
chi a leggere un libro, chi al lavoro ma con mascherina e guanti.
La nostra casa editrice è ferma (niente presentazioni, niente laboratori).
Ci sentiamo solo nelle chat e per telefono per aggiornarci e scambiarci
riflessioni, pensieri, angosce, frasi, consigli.
Fino a qualche mese fa il covid 19 era sconosciuto,
un possibile pericolo sì, ma che sembrava lontano secoli.
Eppure ci siamo dento tutti, tutte le persone del pianeta.
Ci siamo siamo fermati tutti, a favore di una storia che ci invita a riflettere.
Forse non è un caso essersi incontrate prima. Il calore umano ci serve ora.
I nostri pomeriggi, i sorrisi, le tisane, gli abbracci ora riscaldano.
E danno una speranza. E allora riprendiamo da dove eravamo rimaste.
Amo, RESISTO, sogno, scrivo. Troveremo il modo di pubblicare la nostra
antologia anche quest'anno.

Intanto, per chi ha voglia di leggerci, condividiamo qui, s facebook e instagram
qualcosa scritta o riscritta in questi giorni.
Tagliamo, tagliamo, andiamo all'essenza, poesie e prose brevi.
Qualche scritto o vocale al giorno, sognando il nuovo abbraccio.


Pensiamoci e "resistiamo" a casa

Per noi che ci chiamiamo "collettiva" sarebbe stato impossibile ripensarci in un futuro, dopo il coronavirus, senza le relazioni e la vicinanza emotiva che abbiamo già costruito.

Partiamo proprio dalla parola collettiva. Per tutti i vocabolari è un "gruppo di persone che si riuniscono per discutere argomenti di interesse comune e produrre collegialmente documenti e proposte di carattere operativo". E infatti noi ci riuniamo, e molto. Anzi ci riunivamo, uso l'imperfetto.

Presentazioni di libri che passavano di mano in mano (anche cento persone), conversazioni sul femminismo nelle case delle persone che ci preparavano biscotti, caffè e dispensavano abbracci, laboratori di scrittura tenuti in vari luoghi, gruppi di lettura a distanza ravvicinata (ma a volte anche quattro gatti).
Ci riunivamo per riflettere assieme, per leggere assieme, addirittura per scrivere assieme.
Il decreto è stata una batosta, ma ci siamo subito adeguate per il bene di tutte e oggi "resistiamo" grazie alle relazioni che siamo state in grado di costruire ieri. Ci sentiamo molto fortunate in questo momento, (nonostante tutto) perché possiamo chiamarci, scriverci, pensarci e ripesarci. 
E usiamo la parola relazione e non rapporto (per esempio) non a caso. Abbiamo rapporti nel mondo dei social, ma le relazioni si creano tra le persone in carne e ossa e noi le abbiamo create grazie alla parola che nasceva dalle nostre bocche, dall'abbraccio dei nostri corpi, alla nostra fisicità, anche. Il nostro pensiero è sempre stato sorretto, protetto ed espresso dai corpi. 
Ne abbiamo parlato in tutti i modi. Resistenza alla guerra (ricordate le istruzioni al sabotaggio di Alba De Céspedes?), corpo, corpo, corpo (ricordate il gigantesco neo di Rossana Rossanda?), differenza tra immanenza e trascendenza (pensate qualche volta a Simone De Beauvoir?), e al corpo di Sibilla Aleramo che si squarcia per far nascere l'amato figlio? E l'aborto descritto da Annie Ernaux ne L'evento?
Il nostro è stato un esercizio di filosofia di resistenza (dalla resistenza dell'intimità a quella di relazione). Che cosa vogliamo dire? Che la condivisione dei pensieri sulla resistenza era già costruzione di un nuovo mondo, dove far sentire i nostri pensieri e le nostre azioni. In un mondo capitalistico, la fascinazione della merce (usiamo una metafora) ci colpisce solo se siamo isolate, la paura ci aggredisce solo se siamo l' una contro l'altra. La sua forza cresce se siamo divise. 
Per noi, questo non avviene, perché ci sono le relazioni che ci svelano vecchi meccanismi, perché la comunicazione e la volontà sono dirette a costruire un nuovo mondo, non riconoscendo più quello vecchio fatto di guerre e di patriarcato.
Prima di fare e di diventare comunità (ecco un'altra parola importante) ci siamo sperimentate, con le parole e col corpo.
Qual è il passo successivo? 
Quello di trasformare i nostri corpi e le nostre parole della resistenza a una nuova esistenza.
Naturalmente insieme, se vi va.
#restiamoacasa #resistenza

"dalla stanza tutta per sé al mondo"

10 spunti per leggere, cambiare e agire

Le conversazioni nascono da un’idea di Simona Cleopazzo,
che ama il femminismo inclusivo, trasversale e radicato.
Sono incontri realizzati nelle case, nelle sedi delle
associazioni, nelle librerie. Organizzati col metodo del
"passaparola" (lo stesso usato per le dimostrazioni di
prodotti commerciali come cosmetici, aspirapolvere e robot
da cucina).

Il prodotto che offriamo però è una conversazione e un
percorso di lettura di libri di scrittrici e filosofe.
L'intento è quello di promuovere la lettura, di aumentare
la consapevolezza femminile e il pensiero in presenza.
Leggeremo e commenteremo testi di scrittrici, filosofe,
poete, femministe unite dal filo rosso della razionalità che
ci illumina e ci fa diventare meno sognatrici e più razionali.
Le conversazioni sono gratuite e adatte a tutt*.
Se ti va, ci puoi sostenere in vari modi.


AA.VV. Amo, Sogno, Resisto, Scrivo

collana Antologie | 1
anno 2019
formato 15x21
prezzo euro 12,00

Antologia di prosa e poesia di Rita Augenti, Roberta Bianco,
Anna Bove, Laura Casciotti, Lara Castrignanò, Agnese
Cossa, Simona De Carlo, Antonella Della Torre, Angela
Elia, Serena Gatto, Silvia Giannelli, Carla Maria Graduata,
Paola Maggiore, Alessandro Mallia, Gabriella Manca, Irene
Mastrandrea, Teresa Musca, Maria Nicolì, Mariolina Paone,
Elisa Pastore, Stefania Pati, Giulia Scaroni, Stefania Zecca.
Le poesie e le prose sono state composte durante il
laboratorio di scrittura di Simona Cleopazzo.
Taccuini traboccanti di parole, i nostri quaderni degli
appunti, note scarabocchiate, fogli sparsi e poesie. La
poesia è una pratica sociale, è frammento di vita quotidiana.
La scrittura non è vocazione, riflessione, spiegazione, ma
ricerca di cambiamento. La scrittura deve avere come scopo
la verità, quella del quotidiano, quella delle viscere del
mondo. La scrittura non è trovare la pace, ma l’inizio della
rivoluzione, la nostra!


rossano astremo / hai fatto burrasca

collana Prose minime | 2
con una nota di Maria Grazia Calandrone
anno di pubblicazione 2020
formato 15x21
pagine 90
prezzo euro 12,00
ISBN 9788894444582
La raccolta poetica, Hai fatto burrasca, non è un discorso
amoroso consapevole, come potrebbe esserlo una lettera
dal passato alla donna amata, ma una precisa,
urgentissima, richiesta di senso e memoria, all’interno di
un’inquieta partita a scacchi, spostata in difesa. Attoniti
lascia l’amore quando il tempo passa e calpesta, ma la
poesia può consegnare quell’amore ancora intatto e ancora
furente al lettore, perché partecipi alla sua attribuzione del
senso. In questa desiderata, necessaria condivisione di
senso ed esperienza, la raccolta si allinea allo spirito del
nostro progetto. La poesia di Astremo dice del cuore e del
corpo ciò che il cuore e il corpo non sanno; lo fa in un tempo
tutto interiore, che non è passato e non è futuro, né misura
soggettiva, né misura oggettiva.
Rossano Astremo, pugliese, ma vive a Roma dal 2007.
Ha pubblicato 10 libri, tra cui due sillogi poetiche, “Corpo
poetico irrisolto” (Besa Editrice, 2003), con prefazione di
Mario Desiati, e “L’incanto delle macerie” (Icaro, 2007),
introdotto da Flavio Santi.


mercedes capone / animula

collana Taccuini e altre cose | 2
anno di pubblicazione 2019
formato 15x12
pagine 90
prezzo euro 12,00
ISBN  9788894444520
Illustrazione di Paolo Fellico
Un treno che corre verso una destinazione ignota. Un libro
abbandonato su un sedile. Un regalo rifiutato,
una storia finita prima ancora di nascere, diventano un dono
che si moltiplica e porta il cambiamento nelle storie dei
passeggeri che leggeranno queste pagine.
Una magia che può accadere, se il libro è “Memorie di
Adriano” di Marguerite Yourcenar. Ognuno di questi “lettori
per caso” troverà un po’ di sé nelle parole di un imperatore
lontano nel tempo, ma incredibilmente vicino ai propri
pensieri e interrogativi, alle proprie paure e fragilità.
Mercedes Capone è di Lequile (Le), maestra in pensione, si
dedica alle sue passioni: pittura, lettura, nipoti. È intensa
profonda, ironica. Da una parola riesce a comporre lunghe
filastrocche, poesie, racconti e ricette. Questo è il suo primo
libro.


cristina carlà / il colore delle cose fragili

collana Taccuini e altre cose | 1
anno di pubblicazione 2019
formato 15x21
pagine 112
prezzo euro 12,00
ISBN 9788894444513
Illustrazione di Valeria Puzzovio

Il colore delle cose fragili è la parte migliore di Cristina Carlà.
Cristina non è un’esordiente, la sua penna ha già percorso svariati sentieri, è poliedrica, si sperimenta e si re-inventa, ma sempre grazie alla parola. Il libro è un mix di prosa e versi, una scrittura in movimento che racconta le cose del mondo, descrive la bellezza che ritrova per caso nella vita di tutti i giorni e nei gesti comuni. A guidarci in questa lettura pochi capitoli che si colorano di viola (del movimento), blu (dell’amore), rosso (dell’essere femmina), nero (della verità).

Cristina Carlà, laureata in Traduzione e Interpretazione presso la SSLMIT di Forlì, Scuola Superiore di Lingue Moderne per Interpreti e Traduttori, Università di Bologna. Vive in Francia ma il richiamo degli ulivi la fa tornare nella sua terra. Nel 2018 partecipa a Landxcape Puglia. È appassionata di teatro. Lavora come traduttrice freelance e collabora con Colori Vivaci Magazine, vince il Premio Letterario Nazionale Adriana Martino e ottiene la menzione speciale al Concorso Nazionale Versus Sulmona.


reading e musica

"Rock, Rimbaud e caffè".

“mi aprivo la strada
con le unghie e coi denti
attraverso la fitta trama
di una coscienza culturale
della quale non ero al corrente”.
Patti Smith

READING E MUSICA
Rock, Rimbaud e caffè.
Un viaggio nelle letture di Patti Smith
Collettiva edizioni indipendenti


le conversazioni a domicilio sul femminismo

"Dalla stanza tutta per sé al mondo"
10 spunti per leggere, cambiare e agire

Le conversazioni nascono da un’idea di Simona Cleopazzo, che ama il femminismo inclusivo, trasversale e radicato. Sono incontri realizzati nelle case, nelle sedi delle associazioni, nelle librerie. Organizzati col metodo del "passaparola" (lo stesso usato per le dimostrazioni di prodotti commerciali come cosmetici, aspirapolvere e robot da cucina).
Il prodotto che offriamo però è una conversazione e un percorso di lettura di libri di scrittrici e filosofe.
L'intento è quello di promuovere la lettura, di aumentare la consapevolezza femminile e il pensiero in presenza. Leggeremo e commenteremo i testi di scrittrici, filosofe, poete, femministe unite dal filo rosso della razionalità che ci illumina e ci fa diventare meno sognatrici e più razionali.
Le conversazioni sono gratuite e adatte a tutt*.
Se ti va, ci puoi sostenere in vari modi.
Prenotazioni e informazioni al 392.1995892