Il futuro sarà eco-femminista #governodilei

In questi giorni una compagnia petrolifera canadese, la X-Site, ha prodotto per i suoi dipendenti un adesivo con il logo aziendale dove Greta Thunberg viene afferrata da dietro per le trecce, con un chiaro riferimento a una violenza sessuale. È una buona occasione oggi, 8 marzo, per parlare di una corrente che evidenzia il nesso fra ecologia e femminismo: l’ecofemminismo.

Perché sempre più persone pensano che non sia più sufficiente continuare a parlare di femminismo e di ecologia, ma è importante investire sul concetto di eco-femminismo? Secondo Laura Cima, principale esponente dell’ecofemminismo italiano – già deputata, Presidente del primo Gruppo Parlamentare Verde a maggioranza femminile, con un direttivo di sole donne, e autrice di L’ecofemminismo in Italia. Le radici di una rivoluzione necessaria, con Franca Marcomim – il punto è che abbattere le dinamiche oppressive che generano consapevolmente o meno il gender (anche pay) gap non basta. Dobbiamo tutti insieme, uomini e donne, ripensare il sistema nella sua complessità, partendo dallo sfruttamento del pianeta.Insomma: nella prospettiva ecofemminista il nocciolo degli sforzi non deve essere appropriarsi di un sistema oppressivo, ma riappropriarsi del potere di cambiare ciò che sfrutta le risorse in maniera eccessiva producendo vecchie e nuove disuguaglianze sociali, e le donne devono poter essere protagoniste di questo cambiamento alla stregua degli uomini.

“Finalmente si diffonde anche nel nostro paese un movimento che ha cominciato a emergere negli anni Sessanta e che oggi è ormai di estrema attualità. Su questo dobbiamo confrontarci, nel massimo rispetto delle nostre differenze e delle cerchie che frequentiamo, ma con l’urgenza che l’Agenda 2030 ci impone” spiega Cima. “Interrogarci su cos’è per ognuna di noi l’ ecofemminismo è quindi più che mai necessario oggi: i movimenti e le iniziative che riguardano la decostruzione delle relazioni di potere, di dominio, di colonialismo, lo collegano a coloro che criticano il modello di “sviluppo” e fanno della crisi ecologica, la pace e la non violenza un asse centrale.” “L’attuale dibattito femminista sull’ecologia solleva importanti e opportune questioni sull’adeguatezza teoretica delle nostra principali versioni del femminismo: liberale, marxista, radicale, socialista. […] Se l’ecofemminismo è vero o almeno plausibile, allora ciascuna delle quattro correnti principali è inadeguata, incompleta o problematica come base teoretica per l’ecofemminismo” scriveva nel 1987 la filosofa americana Karen Warren.

In questo senso si parla sempre di patriarcato, alla fine. Anche per l’ecofemminismo il problema di fondo è la catena oppressiva che origina da un sistema economico ancora fortemente patriarcale, come scriveva Françoise d’Eaubonne nel 1974 in Femminismo o morte In pieno femminismo la d’Eaubonne crea il gruppo Ecologia e femminismo all’interno del Movimento di liberazione delle donne e dà origine al termine “ecofemminismo” e al movimento. “Per le ecofemministe, la natura è stata inferiorizzata e dominata, in modo simile alle donne. Basti pensare – continua Cima – alla secolare concezione meccanicistica della natura, con un linguaggio di dominio che evoca la “conquista” di una natura definita quasi sempre come “vergine”.”

L’ecofemminismo inizia ormai sessant’anni fa, ma in Italia le cose hanno cominciato a muoversi solo dopo Chernobyl. Nel nostro paese molte donne, fra cui emerge Laura Cima, si sono spese nel movimento ambientalista e nella scommessa di una rappresentanza istituzionale delle istanze ecologiste, dando vita a un femminismo ecologista che, a partire dalle elezioni regionali nella seconda metà degli anni Ottanta e poi in parlamento e in molti enti locali, si caratterizzò presto come istituzionale.

Per approfondire la storia dell’ecofemminismo è utile il saggio di Bruna Bianchi all’interno di questa raccolta di scritti edita dall’Università Ca’ Foscari, dedicata all’argomento.

Ma oggi, dal punto di vista pratico? In Italia l’ecofemminismo sta entrando nelle discussioni di molti gruppi di femministe, racconta Cima, con l’idea di iniziare a individuare gli aspetti da cambiare a livello locale. Think global, act local. “Un gruppo di lavoro milanese a cui partecipo insieme alla Libreria delle Donne, Arcilesbica, Non Una di Meno Milano, ha lanciato recentemente l’hashtag #governodilei per raccogliere le proposte alternative. (fonte Il sole 24 ore)


Storie femministe, dalla stanza tutta per sé all’eco-femminismo (scrittrici e filosofe per le pratiche di libertà) di Simona Cleopazzo

aggiornamento date / laboratorio di scrittura e pensiero in presenza

Un percorso di scrittura femminista, per scrivere, essere felici e distruggere l'angelo del focolare.  I pomeriggi saranno momenti per la creazione narrativa e la lettura ad alta voce dei propri scritti. È prevista una quota di partecipazione, sono aperti a tutt* ma a numero chiuso. Cell. 3921995892

 

due / domenica 15 marzo 2020

Essere nel mondo, la forza delle parole
Diventiamo, quindi! Simone De Beauvoir
Distopia continua. Margaret Atwood
Rompiamo la campana di vetro. Sylvia Plath

tre / domenica 22 marzo 2020
Scegliere le parole per dire quello che dobbiamo dire
Per leggere S. ho dovuto legarmi alla sedia. Luce Irigaray
Togliamo la muffa alle parole. Goliarda Sapienza
Inventiamo un nuovo alfabeto. Lea Melandri

quattro / domenica 29 marzo 2020
Scriviamo il nostro taccuino d’oro
Ogni tanto cadere nel pozzo. Natalia Ginzburg
Scriviamo quattro taccuini. Doris Lessing
Rinasciamo Susan Sontag

cinque / sabato 4 aprile 2020
Voglio la rispondenza
tra il mio pensiero e il mio essere
Luisa Muraro
a cura di Anna Rita Merico

cinque / domenica 5 aprile 2020
Diventiamo estranee alla politica degli uomini
Togliamo i tappi ai radiatori Alba De Céspedes
Adottiamo l’ironia Dorothy Parker
Non accettiamo di vivere con un marito che… Grace Paley

sei / domenica 19 aprile 2020
Costruiamo la nostra consapevolezza
Tacciamo, anzi parliamo! Carla Lonzi
Il tampax mi ha cambiato la vita Annie Ernaux
Dal pianto al canto Christine De Pizan

sette / sabato 25 aprile
Scrivere il romanzo di una vita. Carla Lonzi
a cura di Anna Rita Merico

sette / domenica 26 aprile 2020
Abbandoniamo la casa
Diciamo addio alla mistica della femminilità. Betti Friedan
Obbediamo a ciò che ci chiama. Maria Zambrano
Donne, giriamo! Alice Guy

otto / domenica 3 maggio 2020
Agiamo, abbracciamo un tema
La parola diventa azione. Naomi Klein
Prendersi cura del mondo. Simone Weil
L’energia è shakti. Vandana Shiva

nove / domenica 10 maggio 2020
Tessiamo la tela
Tutte in piazza. Le madri de Plaza de Mayo
Le eco-femministe siamo noi. Ynestra King
Tutte dentro. Elif Shafak

dieci / domenica 17 maggio 2020
Desideriamo la felicità per tutte.
Lavoriamo sul desiderio. Gioconda Belli.
Non urliamo ma… Malala


"dalla stanza tutta per sé al mondo"

10 spunti per leggere, cambiare e agire

Le conversazioni nascono da un’idea di Simona Cleopazzo,
che ama il femminismo inclusivo, trasversale e radicato.
Sono incontri realizzati nelle case, nelle sedi delle
associazioni, nelle librerie. Organizzati col metodo del
"passaparola" (lo stesso usato per le dimostrazioni di
prodotti commerciali come cosmetici, aspirapolvere e robot
da cucina).

Il prodotto che offriamo però è una conversazione e un
percorso di lettura di libri di scrittrici e filosofe.
L'intento è quello di promuovere la lettura, di aumentare
la consapevolezza femminile e il pensiero in presenza.
Leggeremo e commenteremo testi di scrittrici, filosofe,
poete, femministe unite dal filo rosso della razionalità che
ci illumina e ci fa diventare meno sognatrici e più razionali.
Le conversazioni sono gratuite e adatte a tutt*.
Se ti va, ci puoi sostenere in vari modi.